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Parco dei Sassi


Qualche foto

Dai un occhiata alla nostra FOTO GALLERY per farti un'idea delle meraviglie che offre il "PARCO DEI SASSI".

 

Dove si trova

Tentare di sintetizzare in uno spazio ristretto aspetti storici, geografici e artistici, attrazioni turistiche e culturali, eventi sportivi e mondani della zona geografica che descrivo, è riduttivo e sicuramente da rimandare in un articolo dettagliato in merito al tema.

E se vi siete addentrati fin qui è sicuramente perché volete sapere dove si trova il "PARCO DEI SASSI".

Ebbene, il Parco si trova nella zona del Mottarone, diviso tra le provincie di Novara e Verbania, in Piemonte e si sviluppa in una vasta area geografica, delimitata da due laghi principali: il lago d’Orta e il lago Maggiore; dalla sua posizione si scorge uno splendido panorama, con possibilità di ammirare, oltre alle pianure circostanti, altri tre laghi, ma soprattutto, le splendide punte del Monte Rosa e della sua "Parete Est".

Il "PARCO DEI SASSI" è un territorio suddiviso in sei diversi settori, recentemente scoperti ed esplorati, che aspettano di essere scalati. La sua scoperta rappresenta un lungo viaggio personale iniziato nel novembre 2001 e continuato per i sette lunghi e freddi mesi successivi. Un viaggio di arrampicata ed esplorazione avvenuto in un contesto ambientale e climatico suggestivo e inconsueto, in una quasi totale solitudine che mi ha sicuramente segnato interiormente.

I sassi del parco sono di un granito rosa e grigio a grossi grani, dalle forme spesso rotondeggianti e bizzarre e si trovano adagiati, a seconda del settore, su erba o su sabbia. Buchi, tondi, fessure, lame, spigoli, tetti e strapiombi sono i particolari dei massi che in alcuni casi raggiungono oltre i cinque metri di altezza.

Informo tutti coloro che intendono iniziare a frequentare il "Parco dei Sassi" che esiste un REGOLAMENTO COMPORTAMENTALE scritto, in quanto tutti i territori risultano di proprietà privata, adibiti a pascolo, abitati da animali selvatici. Il regolamento, gli schizzi della guida (che sta per essere stampata), l’originale sistema di valutazione delle difficoltà, le informazioni utili e gli aggiornamenti si possono trovare qui di seguito.

ATTENZIONE Si è scelto di non indicare i passaggi con nessun tipo di frecce, bollini, nomi o segni di vernice, quindi tale scelta deve essere rispettata anche nell'eventuale apertura di nuovi blocchi. Si raccomanda di non scavare appigli. 

Osservare sempre la massima pulizia e rispetto per l'ambiente. 

Per qualsiasi segnalazione e commenti fare riferimento all'indirizzo e-mail riportato nell'intestazione della pagina.

 

Settore Acquario

Come arrivare al Mottarone:

Prima possibilità: dall’autostrada A8 Milano - Laghi (collegata con i più importanti nodi autostradali del nord Italia) seguire l’autostrada A26 in direzione Gravellona Toce e uscire a Carpugnino. Proseguire poi in direzione Mottarone per altri sedici chilometri sulla strada provinciale, con tratto finale privato a pagamento (strada privata Borromeo – pedaggio 4euro).

Seconda possibilità: percorrere l’autostrada A26 fino a Gravellona Toce, uscire, e raggiungere i paesi di Omegna e Orta. Seguire le indicazioni per Agrano, Armeno e Mottarone.

Terza possibilità: da Torino seguire la A4 e successivamente immettersi sulla A26 (Voltri – Sempione) in diezione Gravellona Toce e uscire al casello autostradale di Borgomanero. Da qui prendere la statale 229 dei laghi. Attraversato l’abitato di Gozzano, svoltare a destra in direzione Armeno e seguire le frequenti segnalazioni per il Mottarone.

 

Come raggiungere il Settore Acquario

Raggiunto il parcheggio del Mottarone e lasciata l’auto, ritornare a piedi sulla strada asfaltata dalla quale si è venuti ed imboccare una strada sterrata sulla destra contraddistinta da una evidente bacheca, dove sono riportati gradi e schizzi di alcune falesie. Scendere sul crinale erboso fino a scorgere i primi sassi. Dieci minuti dal parcheggio. Altri massi si trovano più avanti sul crinale, sul versante sinistro e destro, da dove si può scendere per tracce.

 

Ogni parco ha il suo regolamento

Il "Parco dei Sassi" ha un suo regolamento e un suo custode: una o più volte al giorno il custode attraversa le aree occupate dai sassi, dagli alberi e dagli animali controllando che tutto sia a posto, che tutti godano di buona salute e che vengano trattati con il massimo rispetto. "L’appalto" riferito alla manutenzione del Parco è stato concesso alla "premiata ditta Arrampicando" che, oltre a pulizia e tracciatura, procede nell’opera di censimento dei massi e delle pareti che si trovano nei vari settori individuati. I terreni sui quali si estende il parco sono TUTTI PRIVATI e ADIBITI A PASCOLO, affittati a contadini e pastori del luogo. Non si tratta solamente di dover preservare una zona di chiaro interesse arrampicatorio, ma di dover PRESERVARE UN TERRITORIO in cui è presente fauna selvatica, animali domestici che vivono allo stato brado e quindi patrimonio di tutti.

Gli atteggiamenti poco civili in contrasto con il regolamento possono rendere legittima la chiusura, da parte dei proprietari e delle Istituzioni territoriali, dei "giochi" all’interno del Parco. ATTENZIONE AGLI INCENDI: il Parco è una "polveriera", caratterizzato da un suolo erboso molto secco, da foglie e arbusti facilmente infiammabili. Sigarette e fuochi sono vietati. È’ un dovere di tutti mantenere il Parco nelle condizioni attuali: senza cartacce dimenticate e lasciate a terra, senza fazzoletti, pannolini, cerotti, pezzetti di nastro per le dita, rifiuti di qualsiasi genere, bucce di qualsiasi frutto, mozziconi di sigarette o altro materiale.Unico elemento di rifiuto organico è quello prodotto dalle simpatiche caprette: espresso in dialetto "italianizzato" la "brelle". Su questo e altri argomenti LEGGERE ATTENTAMENTE il Regolamento riportato qui di seguito:

 

Regolamento

Rispetto e tolleranza per la natura e per tutti gli uomini.

Rispetto e tolleranza per chi vive e trascorre parte del suo tempo in questo ambiente naturale per scopi che non hanno nulla a che fare con la passione per l’arrampicata e il bouldering. Chi ci lavora (pastori, proprietari dei terreni), chi viene a meditare (alcune persone hanno scelto come luogo ideale di preghiera e meditazione la zona del Parco dei Sassi), chi viene a contemplare la bellezza e a godere la tranquillità del luogo.

Rispetto e tolleranza per il lavoro e l’impegno di chi ha scoperto il Parco dei Sassi e continua a valorizzarlo.

Non gettare cicche e rifiuti di nessun tipo per terra. Portate i vostri rifiuti alle macchine (ricordatevi sacchetto o borsa apposita).

Non recare disturbi visivo/olfattivi agli altri: per andare in bagno allontanarsi dai massi. Per la vostra igiene personale si consigliano metodi biologici efficaci: le foglie del Parco offrono una valida alternativa alla più comune carta igienica, nonché sensazioni uniche! Se invece non si può fare a meno della carta igienica, utilizzare quella biodegardabile e soprattutto, RICOPRITE SEMPRE ciò che il vostro intestino produce e scarta.

Non rubare e non deturpare nulla.

Non accendere fuochi: l’area è una polveriera e, soprattutto nelle stagioni autunnali e invernali, paglia, foglie e rami secchi aumentano il rischio di incendi.

Non scavare nessun tipo di appiglio o appoggio.

Per pulire un masso utilizzare delle spazzole con setole in plastica per eliminare il muschio, in ferro ed ottone per i licheni. La roccia granitica e molto ruvida e dura, ma non bisogna rovinarla. Sui passaggi già saliti è vietato l’utilizzo di spazzole con setole in acciaio.

Salito un passaggio, ripulirlo dalla magnesite. Limitare il più possibile righe, frecce o altri segni fatti con la magnesite per indicare appigli e appoggi.

Il "pof", quando i passaggi sono già imbiancati dalla magnesite, non serve più a nulla e accelera il processo di usura della roccia.

Non indicare in alcun modo (frecce, bollini, segni di vernice, pennarello e altro…) le partenze dei boulder: consultare l’apposita guida (di prossima pubblicazione) e, per qualsiasi informazione o nuovi passaggi scovati o liberati, far riferimento alla e-mail as.arrampicando@libero.it

Aprire nuovi passaggi è lecito, sempre che ciò avvenga nel massimo rispetto della roccia, dei massi, del luogo e del presente regolamento.

 

Guida

Sempre disponibile la guida MULTIMEDIALE del Parco dei Sassi, con i massi del settore "Acquario".  Lo stile raffinato degli schizzi dei sassi realizzati interamente a mano libera da Giada Mattachini, riporta il ricordo ad epoche e romanticismi ormai lontani da un punto di vista arrampicatorio, rendendo questo piccolo capolavoro una guida non solo per gli appassionati boulderisti di tutti i livelli, ma anche per i cultori e collezionisti di questo genere di materiale che la potranno inserire nella loro CDteca”...

La guida, digitalizzata da Davide Fissore, si consulta facilmente attraverso un comodo sistema di "link" con il quale si passa agevolmente dagli schizzi dei sassi alle mappe, dalle fotografie ai filmati, ai "racconti di viaggio" di Mauro Colombo e alle informazioni generali utili Il supporto digitale in questo caso permette a tutti gli interessati di  stampare le informazioni, le mappe e i disegni dei sassi con la propria stampante. Creare liberamente su materiale cartaceo una propria guida selezionando le parti ritenute più idonee alle esigenze personali di arrampicata rende questa proposta ancora più interessante oltre che originale ed esclusiva.  

Acquistare la guida edita da Casa Editrice Arrampicando è semplice: basta inviare un e-mail alla casella di posta elettronica as.arrampicando@libero.it per ricevere tutte le informazioni riguardanti la spedizione e il pagamento. Oppure contattare i responsabili (Mauro o Davide) al numero telefonico 0321/407168. 

Prezzo 10,00 euro (Soci Arrampicando 8,00 euro) + spese postali di spedizione. 

Nel frattempo rimane a disposizione (presso il Rifugio CAI Omegna del Mottarone) una copia che tutti potranno consultare per avere maggiori informazioni sui blocchi.                                        Anteprima guida: promo CD

Molteplici le attività praticabili in zona, arrampicata su falesie e vie lunghe, trekking, mountain bike e molto altro ancora, sempre circondati da uno splendido panorama comprendente la parete est del Monte Rosa, il lago Maggiore e il lago d'Orta.

Non ci credete??!!  ... date un'occhiata alla galleria fotografica e visitate inoltre il sito di Ossolaclimbing

Qui di seguito un primo assaggio di alcuni massi del Settore Acquario:

1 Passo di Giada fuxia, part. seduti, placca ***

2 Energie arancione, part. in salto, placca *

3 O Sole giallo, part, seduti, spigolo *

4 Sorpresa giallo, part. in piedi, placca * 

5 Attenti alle rotelle arancione, p. seduti, spigolo, placca *

1 Ti sposerò giallo, p.seduti, placca **

2 Pochi fatti arancione, p. seduti, placca *

3 Sogni nel cassetto arancione, p. seduti, spigolo **

1 Fulmini arancione, p. seduti, tetto ** (no pareti laterali)

2 Saette giallo, p. seduti, tetto *** (con pareti laterali)

1 Il resto giallo, p. seduti, placca **

2 del Carlino blu, p. in piedi, traverso, placca **

3 Remagio blu, p. seduti, placca **

4 Devi essere blu, p. in piedi, traverso ***

5 Banana blu, p. in piedi, spigolo *

6 Puoi essere arancione, p. in piedi, muro vert. **

7 Diavoli in calore giallo, p. in piedi, placca **

8 Mi rompo giallo, p. in piedi, placca *

9 B1 difficoltà baby, placca *

10 B2 difficoltà baby, placca *

11 Hyaena blu, p. in piedi, placca *

12 Arte di salire in alto blu, p. in piedi, placca *

13 Lavoro infame giallo, p. in piedi, placca *

14 Senza nome arancione, p. seduti, placca *

 

Un sistema di valutazione originale

Per ognuno di noi trovarsi in un parco, in un’area "protetta" sotto tutti i punti di vista, dovrebbe significare voler vivere forti emozioni a contatto con la natura, alla ricerca dell’equilibrio e dell’armonia tra gli uomini, gli animali, i minerali, i vegetali e tutti gli altri elementi esistenti. Da questo ne consegue un’interpretazione anche dell’arrampicata un "pochino" fuori dagli schemi, affrontando i sistemi di valutazione in maniera diversa dalle altre, e soprattutto, "colorita".

Le difficoltà di ogni singolo passaggio vengono proposte evitando numeri, lettere, segni e sigle, ma proposte con un colore di riferimento, che serve per indicare una determinata fascia di difficoltà. Ogni singolo boulder viene "incorniciato" in una virtuale icona non priva di margine di errore: leggermente in eccesso o in difetto, tale margine può considerarsi calcolato in partenza.

Questa scelta nasce dal desiderio di interpretare la difficoltà considerando l’aspetto soggettivo dell’arrampicata, le caratteristiche sempre varie della parete, la morfologia dell’arrampicatore e la consapevolezza (confermata da discussioni e statistiche) della difficoltà di valutare e "gradare" una via o un boulder, siano essi in ambiente naturale o artificiale.

 

 
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