27/12/2005 IL FUORIPROGRAMMA DI...
Qualcuno
forse ne sarà stato informato, qualcuno no. Ritengo utile, quindi, fare un
minimo di chiarezza ed esprimere un personale punto di vista riferito al tema. Penso che tutti Voi abbiate
sentito parlare o letto di un processo e di una sentenza in primo grado,
recentemente emessa, che di fatto ci ha imbrigliati per quanto riguarda le
attività di “Scuola Arrampicata” svolte in ambiente naturale. Siamo stati a
guardare per mesi la situazione e abbiamo cercato in tutti modi di comprendere
cosa realmente stesse succedendo intorno a noi e intorno al
“variegato” panorama arrampicatorio italiano.
Contatti,
confronti, accertamenti, dibattiti sono avvenuti da parte mia con personaggi che
hanno fatto del termine “Arrampicata Sportiva” una loro ragione di vita e in
molti casi una professione.
Ora
credo che sia arrivato il momento di aprire ufficialmente una parentesi
sull’argomento e di non poterla chiudere fin tanto che una scelta o una
possibile risoluzione del problema da parte nostra non sia stata trovata.
Non è mia intenzione entrare
nel merito di un processo o delle sue norme legislative, chi è interessato a
queste può farsene un’idea leggendo gli atti o gli articoli sulle riviste di
settore più importanti, oppure leggere gli specifici articoli su siti web come
“planetmountain.com” ad opera di Vinicio Stefanello, oppure sul sito della UISP,
nella sezione Lega Montagna.
Inizio sottolineando che noi non potremmo rinunciare
mai alle attività in ambiente naturale, perché la nostra cultura
arrampicatoria è marchiata fino al midollo dalla forza di nostra Madre Natura.
Quindi, come altre realtà
associative simili alla nostra stanno già facendo, nei prossimi mesi
procederemo nell’attuare chiare e semplici strategie, che se ufficialmente non
ci permettono di svolgere l’insegnamento e le attività di scuola arrampicata
in ambiente naturale, ci permetteranno di svolgere una attività ufficiale di
ALLENAMENTO su pareti rocciose, con i gruppi di persone adulte o con le squadre
dei nostri settori giovanili.
Stiamo
verificando intanto, che enti di promozione sportiva - UISP in testa - si
attrezzino giuridicamente per affrontare direttamente il nodo della questione e
per far rispettare principi basati su norme giuridiche già esistenti e
consolidati (“a tutela di enti promozionali sportivi e quindi delle
associazioni”), ma che finora tutelano esclusivamente un’unica entità: il
Club Alpino Italiano. Perciò, prendiamo atto del fatto che, mentre la nostra
Federazione ci sembra tendere a far “scivolare” la questione tra quelle di
non prevalente importanza, al contrario altri nostri possibili interlocutori
stanno difendendo i propri sacrosanti diritti facendo fronte ad una realtà
paradossale che si contraddice di fatto da sé.
Conclusione
Il 2005
volge al suo termine e tutto il movimento e la dirigenza “Arrampicando” sono
impegnati su diversi ed importanti fronti. Il nostro futuro logistico al
compimento del decimo anno di età risulta essere il primo, segue a ruota la
soluzione di questo problema che ci deve permettere di affrontare le
prossime stagioni con un programma di attività dedicato al “plain air”,
come nella migliore tradizione di ARRAMPICANDO. Grazie
per l’attenzione, l’appuntamento è fissato per un prossimo aggiornamento
sull’argomento.