1/09/2007 CENTRI ESTIVI 2007 - PARTE 1
Invertendo i classici schemi espressivi, Vi introduco nell’argomento da trattare, innanzitutto ringraziando i miei due più cari amici, oltre che infaticabili compagni di lavoro e di avventure arrampicatorie: DAVIDONE e DAVIDINO.
Un “GRAZIE” da parte mia e di tutta la numerosa “ciurma Arrampicando”. Per le vostre molteplici capacità, il sostegno tecnico e lo stile umano dimostrato nei confronti di tutti noi. Grazie.Breve riassunto di significative fasi di gioco, sport, avventura. Momenti
comici e risultati sportivi ottenuti dalla giovane squadra Arrampicando.
Nonostante bollettini e previsioni del tempo pessimi, viaggiando tra le Valli
Ossolane, Vigezzo e Formazza la nostra scaletta delle attività in programma è
stata ampiamente rispettata.
Descrivere l’intensità di uno stato emotivo non è semplice. In questo caso vale la pena provare.
Per farlo riprendo una frase direttamente dai discorsi dei suoi protagonisti: “Abbiamo aspettato un anno prima di poter ritentare la salita alla vetta fallita l’anno scorso. Non perdiamo un’altra occasione”.
Che cosa risponde il maestro Arrampicando di fronte ad una richiesta di questo tipo?? Lasciamo che si dia liberamente sfogo al desiderio di agire.Compatti, camminiamo in silenzio. Qualcuno dei piccoli si lamenta perché
patisce il fastidio e il dolore di una vescica al tallone del piede. Altri
invece iniziano a procedere con andamento scostante. Si fermano perché lo zaino
pesa. Niente paura. Tutto è stato previsto. O quasi…
Prima di affrontare questa escursione è stato deciso che alle prime
difficoltà, chiunque di noi sarà aiutato dai compagni di squadra.
Entrati nella spaziosa baita fatta di pietre e legno ci cambiamo gli indumenti umidi con quelli asciutti e pesanti. A oltre 2000 metri di altezza la temperatura è piuttosto rigida. Seduti di fronte ad un lungo tavolo si mangia e si beve tranquillamente. Vengono aperti i sacchetti del cibo preparati con cura da Chef Davidino. La circostanza permette di dar vita al mercatino, tra un baratto e uno scambio di panini, scatolette e dolciumi di vario genere. Rallegrante parte di un atto al quale compiaciuto assisto ad ogni centro estivo.
Mi chiedo se questo apparente gioco di autodeterminazione in fatto di gusti e condivisione delle merende, non sia un valido spunto di riflessione per uomini che ritengono di essere maturi…“Dai bambini c’è sempre da imparare”…
Puntualmente il tempo scorre veloce. Dal vociferare che rimbomba nella sala, pare emergere in buona sostanza una convinzione. La sfida è appena iniziata. Ed è la cresta in cima alla montagna a decretare il suo finale. Epici echi di rivincita risuonano nel rifugio che ci ospita.
Canti, grida, e strilli propizi sono il segno che stiamo partendo nel tentativo di terminare l’impresa. Tutto il coro in questo caso è dedicato a maestro Mauro: “Sulkizziamoci…Sulkizziamoci!!” e ancora “Su………..amoci!!”. Se qualcuno di Voi conosce il mezzo di trasporto “SULKI”, facilmente interpreta la presa in giro…Trascorsi alcuni minuti, precisando necessarie raccomandazioni, iniziamo la salita. Scarichi da zaini, saliamo solo in sei alla conquista del monte che si affaccia, con il suo crinale, in Val Pogallo. Il cammino viene accompagnato da una pioggia fine fine. Le nebbie ci avvolgono e ci sembra di perdere la percezione del tempo e dello spazio. Viviamo l’avventura in una scenografia da film fantasy. Le tonalità di grigio fumo, si mischiano ai colori dalle tinte scure delle rocce, levigate dal tempo, colpite dall’acqua. Nonostante il paesaggio sia tetro, proseguiamo lesti guadagnando quota senza alcun riposo.
Fa freddo e siamo ghiacciati quando ci ritroviamo in vetta. Non siamo nelle condizioni di poterci soffermare in atteggiamenti contemplativi. Il tempo per un paio di fotografie è sufficiente a rendere immortale la felicità. Immediatamente dopo iniziamo a scendere.
Non vediamo l’ora di riabbracciare i nostri amici che attendono il nostro arrivo giù al rifugio. I ripidi canaloni li affrontiamo con mezze arrampicate su tratti rocciosi e alcune parti in discesa sulle corde fisse. Esse evitano pericolosi rischi di scivolamento. Rapidamente divalliamo, ritrovando tutto il resto della squadra ad attenderci al rifugio. Tutti insieme a questo punto procediamo sul percorso, pieni di soddisfazione. Un unico pensiero frulla nella mente di ognuno di noi. Quale sorpresa nel menù preparato da Davidino stasera a cena ?????????? Pizza, frittata, panna cotta con lo sciroppo alla frutta, oppure… chissà.Questi sono i veri dilemmi nella vita di un giovane arrampicatore…
MC